Acqui Terme: viaggio nella città dell’acqua calda | | Acqui Terme: viaggio nella città dell’acqua calda
Ci sono città che si scoprono camminando. Altre si capiscono ascoltando una storia, guardando una piazza, seguendo il profilo delle colline. Acqui Terme, invece, è una città che nasce con l’acqua.
È l’acqua calda che sale dal sottosuolo, attraversa il tempo e arriva ancora oggi nel cuore del centro storico. È il vapore leggero della Bollente, la fonte simbolo della città. È il legame antico tra il paesaggio dell’Alto Monferrato, la storia romana e una tradizione termale che accompagna Acqui da più di duemila anni.
Per chi soggiorna da noi, Acqui Terme è una meta perfetta per una giornata lenta: una passeggiata nel centro, una visita ai resti romani, un momento dedicato alle terme, un pranzo tra sapori piemontesi e un rientro tranquillo nel silenzio del bosco.
Il nome stesso racconta la sua origine. La città moderna deriva dalla latina Aquae Statiellae, fondata dai Romani nel territorio dei Liguri Statielli intorno alle sorgenti termali, nel secondo secolo avanti Cristo. Dal tardo antico il nome divenne Aquis, poi Acqui; il termine “Terme” fu aggiunto ufficialmente nel 1956. Dopo la conquista romana del territorio, Aquae Statiellae crebbe come centro urbano proprio grazie alle sorgenti calde. Con l’apertura della via Aemilia Scauri, nel 109 avanti Cristo, la città assunse anche un ruolo commerciale più importante, fino a conoscere un notevole sviluppo in età imperiale.
Ancora oggi Acqui conserva tracce evidenti di quel passato. Il percorso archeologico cittadino comprende resti di impianti termali romani, il teatro, la fontana romana e l’acquedotto. Quest’ultimo è considerato uno dei monumenti romani più significativi dell’Italia settentrionale e tra i meglio conservati in Piemonte.
Il punto più famoso di Acqui Terme è piazza della Bollente. Qui, sotto un’elegante edicola ottagonale inaugurata nel 1879, sgorga una fonte termale sulfureo-salso-bromo-iodica alla temperatura di 74,5 gradi. La fonte è conosciuta e utilizzata fin dall’epoca romana ed è ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili della città. La Bollente non è solo un monumento. È una presenza viva, quasi scenografica: l’acqua caldissima affiora nel centro storico e ricorda, a ogni passante, che qui il sottosuolo non è mai davvero silenzioso.
Intorno alla fonte si raccolgono anche racconti popolari. Una leggenda locale narra che, un tempo, i neonati venissero immersi per pochi istanti nell’acqua della Bollente: chi sopravviveva, secondo il racconto, veniva chiamato “sgaiento”, cioè scottato.
Le acque termali di Acqui hanno una storia molto più lunga di quanto immaginiamo. Prima di sgorgare nel centro della città, l’acqua compie un viaggio sotterraneo che dura secoli. Tutto comincia sulle dorsali appenniniche tra i torrenti Orba ed Erro, dove pioggia e neve filtrano lentamente nel terreno. Goccia dopo goccia, l’acqua scende in profondità, attraversa le rocce, si scalda grazie al calore naturale della terra e si arricchisce di sali minerali. Questo percorso può durare anche più di 1.500 o 2.000 anni. L’acqua raggiunge serbatoi sotterranei molto profondi, tra i 2.500 e i 3.000 metri, dove si scalda grazie al gradiente geotermico e si arricchisce di elementi minerali. La presenza di faglie nel territorio acquese ne favorisce poi la rapida risalita, permettendole di conservare parte del calore accumulato nel sottosuolo.
Durante questo viaggio millenario l’acqua ha attraversato antichi depositi salini e gessosi, caricandosi di cloruro di sodio, bromo, iodio, solfati e solfuri. Sono questi elementi a caratterizzare le acque sulfureo-salso-bromo-iodiche di Acqui Terme.
Le Terme di Acqui raccontano una tradizione lunga due millenni. Le fonti ipertermali, con temperature indicate intorno ai 75 e ai 50 gradi, sono utilizzate negli stabilimenti termali per cure e trattamenti legati al termalismo, tra cui fangobalneoterapia e cure inalatorie.
La fangoterapia è documentata ad Acqui dagli inizi del quindicesimo secolo, anche se il suo utilizzo potrebbe essere più antico. Oggi i fanghi vengono preparati in fanghiere coperte, dove la componente argillosa matura per più di sei mesi a contatto con l’acqua sulfureo-salso-bromo-iodica della sorgente Bollente. Le acque vengono impiegate anche per cure inalatorie, rivolte in particolare alle alte vie aeree, sempre secondo indicazioni e modalità definite dagli stabilimenti termali e dal personale sanitario.
Per chi visita Acqui con spirito turistico, non serve trasformare la giornata in un programma fitto. Basta lasciarsi guidare dal ritmo della città: una passeggiata in centro, una sosta alla Bollente, uno sguardo ai resti romani, un momento di benessere, se le strutture sono aperte e disponibili. Acqui è una città elegante, raccolta, con un’identità precisa. Il centro storico si muove tra piazze, portici, tracce romane, edifici medievali e scorci ottocenteschi. Il Castello dei Paleologi ospita il Museo archeologico, dove si conservano reperti legati alla storia dell’antica Aquae Statiellae. Ma Acqui è anche Monferrato. Intorno alla città si aprono colline, vigneti, borghi, strade panoramiche. È una meta che si può vivere in molti modi: come tappa culturale, come giornata termale, come passeggiata urbana, come punto di partenza per scoprire vini, sapori e paesaggi dell’Alto Monferrato.
