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Il Museo del Vetro di Altare
25 novembre 2025

Nel centro di Altare il profilo elegante di Villa Rosa emerge per il suo stile, raffinato e tipico dei primi anni del Novecento, anticipando già da lontano l’atmosfera del Museo dell’Arte Vetraria Altarese, che qui trova la sua sede naturale. La villa, progettata dall’architetto savonese Nicolò Campora per monsignor Giuseppe Bertolotti, conserva ancora oggi stucchi floreali, vetri decorati, arredi e lampadari d’epoca: un insieme armonico che fa percepire la storia del luogo ancora prima di entrare nelle sale del museo.

La tradizione vetraria di Altare è antica per un paese di montagna. Secondo una consolidata tradizione orale, la lavorazione del vetro ad Altare fu introdotta da una comunità benedettina proveniente dalla Francia. Può essere ragionevole ipotizzare che l’insediamento delle prime fornaci  ad Altare si sia verificato attorno alla metà del XII secolo. Le fonti archivistiche sembrano avvalorare questa ipotesi: nel maggio 1178 un Petrus vitrearius e nel dicembre 1179 un Nicola vitrearius sono menzionati in un cartulario notarile savonese dell’epoca. A metà del 1400 si costituisce la prima corporazione di artigiani vetrai, l’“Università Vetraria”, che regolava la vita del paese con statuti riconosciuti dal XVI secolo, e nel 1856 le famiglie altaresi diedero vita alla S.A.V., una delle più antiche cooperative operaie italiane. Non stupisce quindi che, nel tempo, proprio Altare sia diventato un punto di riferimento per la lavorazione del vetro artistico, con una produzione apprezzata in Europa e tramandata di generazione in generazione.

Il museo raccoglie questo lungo percorso: dagli oggetti in vetro del XVII secolo alle opere contemporanee, dai rari strumenti utilizzati nelle fornaci ai modelli tecnici impiegati dai maestri nelle fasi di lavorazione. Villa Rosa ospita anche una biblioteca specializzata, ricca di materiali storici, cataloghi e riviste legate al mondo del vetro. All’esterno, nel giardino, due piccole fornaci permettono di assistere – in particolari occasioni – a dimostrazioni di vetro soffiato. Durante eventi come l’“Altare Glass Fest”, il giardino ospita i maestri al lavoro, offrendo la possibilità di vedere da vicino il processo creativo che definisce l’identità del paese.

Visitare il museo è agevole: nei mesi invernali è aperto dal martedì alla domenica nel pomeriggio, mentre in estate l’orario si adatta alla stagione più lunga e luminosa. L’ingresso è gratuito ogni prima domenica del mese e, arrivando in auto dall’autostrada A6, la sede è facilmente raggiungibile dal centro del paese. Anche la stazione ferroviaria è a breve distanza, un comodo punto di partenza per una passeggiata verso la villa.

Il contesto in cui sorge il museo contribuisce a renderne ancora più significativo il racconto. Altare, porta della val Bormida per chi proviene da Savona, conserva un centro storico raccolto intorno a via Paleologo, su cui si affaccia la chiesa di Sant’Eugenio, costruita tra Seicento e Settecento e più volte rimaneggiata. Le ville liberty punteggiano il tessuto urbano, testimonianza di un periodo florido per l’arte e l’industria del vetro. Poco fuori dal paese, la Bocchetta di Altare continua a custodire la memoria di un valico che, nei secoli, ha visto passare eserciti, consoli romani e viaggiatori, diventando un luogo simbolico in cui Alpi e Appennini si incontrano.

All’interno di questo paesaggio, il Museo del Vetro rappresenta una tappa essenziale per comprendere come un piccolo centro come Altare sia riuscito a trasformare un’antica abilità artigiana in un patrimonio culturale vivo, che ancora oggi continua a raccontare storie di creatività e identità, che saremo felici di aiutarvi a scoprire.