Vacanze in Liguria | Agriturismo Valbormida | Dove dormire in Valbormida | Valle Erro | | Valle Erro: l’Appennino tra Liguria e Piemonte

Valle Erro: l’Appennino tra Liguria e Piemonte
5 marzo 2026

Ci sono valli che si fanno notare subito, con panorami “da cartolina” e grandi attrazioni. E poi ci sono valli più discrete, che bisogna meritarsi: strade secondarie, piccoli borghi, un torrente che accompagna per chilometri e chilometri, boschi fitti e silenziosi. La Valle Erro è così: un itinerario perfetto per chi ha voglia di rallentare, perdersi un po’ e ritrovare quel senso di Appennino autentico che qui, tra Liguria e Piemonte, è ancora molto presente. L’Erro nasce in Liguria, a Montenotte Inferiore (Cairo Montenotte), dalla confluenza del rio di Montenotte con il rio della Volta, e scende verso nord bagnando paesi come Pontinvrea e Sassello; poi entra in Piemonte e prosegue verso Malvicino, Cartosio, Melazzo e Terzo, dove si getta nella Bormida.

 

La scoperta del tratto ligure può cominciare da Mioglia. Il paese sorge in una conca attraversata dal torrente omonimo, affluente dell’Erro, e circondata da boschi di castagni. Il borgo ha origini medievali, è citato in un documento imperiale del 967 con il quale venne annesso alla marca aleramica. Nel XII secolo passò ai marchesi Del Carretto, poi alla Repubblica di Genova; fu occupato nel 1431 dal Ducato di Milano e poi annesso al Regno di Sardegna. Rimane poco sul territorio di tutte queste vicissitudini storiche: Mioglia è oggi un tranquillo paese agricolo, in cui godersi i quieti ritmi della vita di campagna. Da visitare è la Chiesa di San Andrea apostolo costruita tra il 1650 e il 1750 in stile barocco. Il portale in pietra scolpito è del 1701, sulla facciata l’iscrizione "Terribilis est locus iste" (questo luogo incute rispetto) è la stessa che si trova sulla facciata della chiesa di Rennes-le-Château.


Lasciato il paese alle spalle, in circa 10 minuti arriviamo a Pontinvrea. Nella stagione estiva il clima fresco lo rende una meta appetibile per chi vuole fuggire dal caldo e dalle spiagge affollate della costa. Il paesaggio è vario: alla macchia mediterranea fanno spazio grandi castagneti e faggete. Questi boschi, attraversati da sentieri facilmente percorribili a piedi, in mountain bike o a cavallo, sono l’habitat naturale di diverse specie animali, caprioli, lepri volpi, e uccelli come poiane, fringuelli e capinere. Nei numerosi torrenti e corsi d’acqua è possibile trovare raganelle, tritoni e salamandre. Nella via principale del borgo si trova la chiesa parrocchiale di San Lorenzo, un edificio del XVII secolo con la facciata barocca. Alla sua destra sorge il palazzo marchionale del 1606, oggi sede del municipio. All’esterno è abbellito da un porticato, mentre gli interni sono decorati ad affresco.
 

L’ultima tappa è Giusvalla. Il borgo ha origini altomedievali. Una leggenda popolare narra che il nome deriva dall’abbazia fatta edificare da un re longobardo in onore di San Salvatore di Visiovalla. L’abbazia fu poi distrutta durante un’incursione saracena durante la metà del X secolo. Sempre all’epoca medievale risale il castello aleramico di cui oggi rimangono pochi resti. Le origini della chiesa parrocchiale di San Matteo sono incerte, l’edificio attuale risale al XVII secolo, ma è stato oggetto di rifacimenti nel XVIII e nel XIX. L’interno ha una unica navata sormontata da volta a botte decorata semplicemente con colori dai toni chiari. Al suo interno conserva, oltre a una acquasantiera del XIII secolo, dipinti su tela del Settecento, una serie di crocifissi e una statua lignea raffigurante San Rocco. Alla destra della chiesa si trova l’oratorio della Confraternita di San Rocco: i due edifici sacri costituiscono il complesso più antico del paese.